Quest’opera del Quarantelli è particolarmente rappresentativa della maturità dell’artista e del clima simbolista-divisionista lombardo dei primi decenni del Novecento.
La figura femminile, colta in un atteggiamento sinuoso e introspettivo, emerge da un fondo vibrante e iridescente, ottenuto tramite un uso sapiente del pastello grasso, steso per velature sovrapposte e tocchi puntiformi. La resa atmosferica dissolve i contorni, conferendo alla scena un carattere onirico e intimista, lontano da ogni intento descrittivo realistico.
Il corpo, pur nella sua nudità, non è mai provocatorio: è piuttosto idealizzato, quasi trasfigurato in una visione poetica. La postura inclinata, il capo reclinato e l’espressione assorta suggeriscono uno stato di abbandono meditativo, tipico della sensibilità simbolista. Il velo azzurrato che attraversa la composizione introduce un elemento di movimento e di rarefazione, accentuando la dimensione lirica dell’immagine.
La data 1916 è significativa: in un momento storico segnato dalla guerra, Quarantelli sceglie una rappresentazione sospesa e contemplativa, che si pone quasi come rifugio estetico e spirituale.
Larghezza dipinto cm. 95 altezza cm. 77 spessore cm. 4,5