Il dipinto, di formato ovale, affronta un soggetto caro alla tradizione cristiana: l’incontro di sant’Agostino con il Bambino intento a travasare l’acqua del mare, episodio allegorico legato al mistero della Trinità.
L’opera si distingue per la qualità atmosferica del paesaggio, costruito con una stesura libera e vibrante, nella quale il cielo luminoso, le nuvole mosse e la riva scura e frastagliata diventano i veri protagonisti della composizione. Le piccole figure di sant’Agostino e del Bambino, risolte con pochi e rapidi tocchi, si inseriscono con naturalezza in una visione di forte suggestione poetica.
Secondo il testo allegato, l’analisi diretta del dipinto e il favorevole stato di conservazione consentono di riferire l’opera interamente alla mano di Magnasco, riconoscendovi quella pennellata veloce e nervosa che costituisce uno dei caratteri più tipici del maestro genovese. In questo senso, il dipinto si colloca pienamente nella produzione più alta del Lissandrino, dove invenzione narrativa e libertà esecutiva trovano un equilibrio di particolare intensità.
Altezza cm 95,5 larghezza cm. 73,5