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Il lusso nella devozione privata

Tra gli oggetti più affascinanti dell’antiquariato legato alla vita domestica, le acquasantiere occupano un posto particolare. Non semplici elementi devozionali, ma veri e propri segni della cultura, della ricchezza e della sensibilità di un’epoca.

A Genova, tra Sei e Settecento, questi oggetti erano parte della quotidianità: collocati accanto al letto o all’ingresso delle abitazioni, accompagnavano i gesti più semplici della giornata, dal risveglio all’uscita di casa.

Ma ciò che rende uniche le acquasantiere genovesi è la qualità dei materiali e della lavorazione. L’ampia disponibilità di argento — dovuta ai rapporti commerciali con la Spagna — e la presenza di abili artigiani permisero la realizzazione di piccoli capolavori. L’argento, oltre al suo valore simbolico legato alla purezza e alla luce, aveva anche proprietà naturalmente disinfettanti, rendendolo ideale per un oggetto di uso condiviso.

Le scene raffigurate, come l’Educazione della Vergine o il Battesimo di Cristo, si uniscono a montature raffinate e a tecniche esecutive di grande livello, come lo sbalzo da lastra, che permetteva all’artista di modellare la materia dall’interno, creando rilievi di grande profondità.

Due elementi spiegano quindi la diffusione di questi oggetti: da un lato l’abbondanza della materia prima, dall’altro la ricchezza delle famiglie genovesi, che vedevano nella devozione anche un modo per esprimere il proprio status.

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Il lusso nella devozione privata