L’opera, del primo decennio del ‘600, rappresenta un villano, o lavoratore agricolo: è elemento comune nella statuaria di giardino del Cinquecento tardivo, particolarmente in Toscana e successivamente in tutta Europa. Queste figure, oltre ad essere esteticamente significative nei giardini nobiliari, fungevano da simboli di allegoria, con raffigurazioni che spaziavano dai divinità marine a quelle fluviali.
Romolo Ferrucci del Tadda era un membro di una nota famiglia di marmisti originari di Fiesole. Il suo lavoro si concentrava principalmente sulla produzione di statue per giardini nobiliari, spesso caratterizzate da una forte espressione di realismo e dettaglio nella rappresentazione della vita rurale. Ferrucci è celebre per la sua maestria nella scultura di animali e figure umane in pietra, con particolare attenzione alla qualità decorativa e storica delle sue opere. Ferrucci è considerato uno dei più importanti interpreti di statuaria di genere tra il Cinque e il Seicento, noto per la sua capacità di infondere vitalità e realismo nelle sue sculture.
L’opera in esame è un esemplare significativo del suo stile, che illustra la sua abilità nel trasmettere complessità emotiva e dettaglio fisico attraverso il marmo.
Altezza cm. 155 (con base)
Vedi expertise allegata del giugno 2024 di David Lucidi