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Chi si sedeva qui era importante

Osservando una raffinata portantina del Settecento, è naturale soffermarsi sulla qualità dell’intaglio, sulla doratura o sulle eleganti decorazioni pittoriche. Eppure, il vero significato di questo oggetto va ben oltre la sua straordinaria bellezza.

Realizzata tra il 1730 e il 1740 e proveniente dalla collezione dei Principi Bolognetti di Roma, questa portantina è un autentico capolavoro delle arti applicate. Alla sua realizzazione contribuirono diversi maestri: l’intagliatore del legno, il doratore, l’artigiano specializzato nelle decorazioni in pastiglia, che conferiscono profondità agli elementi ornamentali, e il pittore, autore delle delicate scene settecentesche che impreziosiscono le superfici. Anche l’interno riflette l’alto rango della committenza, con preziosi ricami eseguiti in fili d’oro e d’argento.

Ma la funzione della portantina non era soltanto quella di trasportare una persona da un luogo all’altro.

Nel Settecento era soprattutto uno strumento di rappresentanza. Chi vi prendeva posto apparteneva ai livelli più alti della società: principi, cardinali, nobildonne e, in occasioni solenni, anche spose di alto lignaggio. La portantina rendeva immediatamente visibile il loro prestigio e il loro ruolo.

In questo senso può essere considerata una vera e propria cornice del potere. Così come una cornice valorizza un dipinto, la portantina esaltava la presenza di chi sedeva al suo interno. L’oggetto era straordinario, ma il suo scopo era mettere in risalto la persona.

È proprio questo a renderla una testimonianza così affascinante della società del Settecento: non racconta soltanto il gusto artistico di un’epoca, ma anche il modo in cui il potere veniva mostrato, riconosciuto e celebrato attraverso gli oggetti.

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Chi si sedeva qui era importante