Pittore ancora raro ma di crescente interesse collezionistico, Giovanni Blasio occupa una posizione originale nell’ambito della natura morta dell’Italia settentrionale del Seicento. La presente composizione ne documenta efficacemente la qualità esecutiva attraverso una ricca orchestrazione di frutti, ortaggi e suppellettili, disposti secondo un equilibrato impianto scenografico e animati da una luce limpida che esalta le differenti consistenze delle superfici. Particolarmente notevole è la resa dell’astice, descritta con acuto naturalismo e posta al centro della costruzione compositiva.
La tavolozza calda e vibrante, unita alla precisa osservazione del dato naturale, riflette quella cultura pittorica lombarda che, nel corso del XVII secolo, sviluppò una straordinaria attenzione agli effetti di verità e alla rappresentazione degli oggetti quotidiani. La qualità della pennellata e la cura riservata ai dettagli testimoniano una personalità autonoma, capace di coniugare rigore descrittivo e gusto decorativo.
[vedi anche: Sestrieri 1.7.07; Ferdinando Arisi, Natura morta tra Milano e Parma in età Barocca. Felice Boselli, rettifiche e aggiunte, Piacenza, 1995, p. 87, nn. 44-45]
Tela: altezza cm 68 larghezza cm 165
con cornice: altezza cm 86 larghezza cm 183 spessore cm 6