Quando osserviamo una portantina del Settecento, la prima impressione è quella di un oggetto ricco, sontuoso e apparentemente molto pesante. Dorature, decorazioni, pitture e ricami lasciano immaginare una struttura imponente.
La realtà è molto diversa.
Una portantina doveva essere certamente elegante, ma anche funzionale. Essendo trasportata a spalla, ogni scelta costruttiva aveva un obiettivo preciso: ridurre il peso senza rinunciare alla qualità estetica.
L’esemplare che presentiamo, proveniente dalla famiglia Principi Bolognetti di Roma e databile tra il 1730 e il 1740, rappresenta un perfetto esempio dell’ingegno degli artigiani del tempo.
La struttura è realizzata principalmente in legno di abete, essenza leggera ma resistente. Le elaborate decorazioni tridimensionali non sono scolpite in blocchi massicci, ma ottenute in gran parte con la pastiglia, una tecnica che permette di creare rilievi raffinati mantenendo contenuto il peso complessivo.
Anche gli elementi metallici rispondono alla stessa logica. Nella parte superiore, ad esempio, viene utilizzato un lamierino sottile invece del bronzo: non una scelta economica, ma una soluzione tecnica per alleggerire ulteriormente la struttura.
I vetri laterali, completamente apribili, miglioravano il comfort durante le giornate più calde, mentre l’interno, riccamente rivestito con tessuti ricamati in fili d’oro e d’argento, offriva un ambiente degno del rango di chi vi prendeva posto.
Questa portantina dimostra come, nel Settecento, l’eccellenza non fosse soltanto una questione di lusso. Era soprattutto il risultato dell’incontro tra progettazione, conoscenza dei materiali e straordinaria abilità artigiana.
È proprio in questi dettagli, spesso invisibili a un primo sguardo, che si nasconde il vero segreto di un capolavoro.
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